Lo Sbarco

locandina losbarco

anno: 2011
durata: 65’
produzione: Djanetfilm/Donquixote con il sostegno di GeLiguriafilmcommission
fotografia: Fabio Colazzo, Adrian Cores,Furio Bruzzone, Alberto Airola
montaggio: Cristina Monti , Marco Duretti
musiche: Davide Balistreri
suono presa diretta: Silvestro Ferrero
montaggio del suono: Paolo Armao
colore e grafica: Roberto Carini
coordinamento: Francesca Portalupi

Trailer

 

Lo sbarco: Adesione di Erri De Luca

Locandina proiezione Barcellona

Un gruppo di italiani residenti a Barcellona segue con allarme crescente le notizie che i massmedia spagnoli diffondono sull’Italia: episodi violenti di razzismo, corruzione, precarietà nel lavoro, erosione del bene pubblico, potere mafioso, distruzione del territorio.
Il tessuto sociale e civile del loro paese si sta trasformando, nella rassegnazione dei più.
Devono fare qualcosa, per sostenere le tante esperienze di resistenza, dalla salvaguardia del territorio alla difesa dei diritti, devono da lontano trovare un gesto singolare per dare visibilità alla loro indignazione. Che fare?
Decidono di chiamare a raccolta i cittadini italiani all’estero e partire con la “nave dei diritti” per salpare da Barcellona con destinazione Genova.
Sperano di partire in mille, e a 150 anni dall’impresa garibaldina, arrivare in Italia con un nuovo sbarco in senso inverso.
All’appello rispondono da molte città d’Europa, e attraverso la rete si incrociano le iniziative: aderiscono persone diverse per età e provenienza, gruppi di studenti, artisti, migranti, intellettuali, semplici cittadini, fino a noti personaggi come Dario Fo e Josè Saramago.
Vogliono partire in mille, e a 150 anni dalla partenza garibaldina, a Genova arriveranno con un nuovo sbarco in senso inverso.
La città si mobilita per l’accoglienza e organizza “ le piazze dei diritti ”.
La nave così, proveniente da Tangeri, parte la notte del 25 giugno 2010 da Barcellona.
Nella traversata, condivisa con i cittadini nord africani, si intrecciano testimonianze, incontri e musiche, insieme alle voci che dalla rete portano la loro presenza. Per ricordare i diritti negati, per alimentare idee e sogni.
Una Nave dei diritti ma anche un’Arca di Noè su cui imbarcare le esperienze culturali e umane in pericolo di estinzione, una nave dei folli spinta dall’utopia.
Una sfida pirata alla rassegnazione che ci circonda.Un gruppo di italiani residenti a Barcellona segue con allarme crescente le notizie che i massmedia spagnoli diffondono sull’Italia: episodi violenti di razzismo, corruzione, precarietà nel lavoro, erosione del bene pubblico, potere mafioso, distruzione del territorio.
Il tessuto sociale e civile del loro paese si sta trasformando, nella rassegnazione dei più.
Devono fare qualcosa, per sostenere le tante esperienze di resistenza, dalla salvaguardia del territorio alla difesa dei diritti, devono da lontano trovare un gesto singolare per dare visibilità alla loro indignazione. Che fare?
Decidono di chiamare a raccolta i cittadini italiani all’estero e partire con la “nave dei diritti” per salpare da Barcellona con destinazione Genova.
Sperano di partire in mille, e a 150 anni dall’impresa garibaldina, arrivare in Italia con un nuovo sbarco in senso inverso.
All’appello rispondono da molte città d’Europa, e attraverso la rete si incrociano le iniziative: aderiscono persone diverse per età e provenienza, gruppi di studenti, artisti, migranti, intellettuali, semplici cittadini, fino a noti personaggi come Dario Fo e Josè Saramago.
Vogliono partire in mille, e a 150 anni dalla partenza garibaldina, a Genova arriveranno con un nuovo sbarco in senso inverso.
La città si mobilita per l’accoglienza e organizza “ le piazze dei diritti ”.
La nave così, proveniente da Tangeri, parte la notte del 25 giugno 2010 da Barcellona.
Nella traversata, condivisa con i cittadini nord africani, si intrecciano testimonianze, incontri e musiche, insieme alle voci che dalla rete portano la loro presenza. Per ricordare i diritti negati, per alimentare idee e sogni.
Una Nave dei diritti ma anche un’Arca di Noè su cui imbarcare le esperienze culturali e umane in pericolo di estinzione, una nave dei folli spinta dall’utopia.
Una sfida pirata alla rassegnazione che ci circonda.

Note:
Il documentario vuole proporre uno sguardo sull’Italia di oggi da un punto di vista particolare, quello di cittadini italiani che abitano e lavorano in Europa e che assistono smarriti alla metamorfosi del loro paese.
Il loro sguardo speculare mette a confronto due mondi che coesistono in modo stridente oggi in Italia: da una parte una popolazione impaurita dalla crisi economica e sociale, e neutralizzata dal degrado culturale, etico e relazionale, dall’altra i cittadini “resistenti” che desiderano il riscatto civile e umano del loro paese, e la salvaguardia della costituzione.
Faticoso sembra oggi pensare e progettare una risposta, difficile sognare un altro mondo possibile. Allora, attraverso un gesto simbolico forte, un gesto epico e insieme concreto, semplice e sconvolgente, questi cittadini che vedono il proprio paese sempre più lontano, decidono di imbarcarsi nell’impresa possibile di accendere una luce per l’alternativa.
All’alba del grande movimento degli indignati che da lì a poco invaderà le piazze.

Festival:
2011: Valsusafilmfest (fuori concorso), Genova film festival (anteprima), Piemonte movie (panorama), Libero Bizzarri (concorso)
2012: Visioni italiane (concorso)